Alla scoperta di un meraviglioso trattamento sull’ardesia: il lavoro più bello di Settembre
12 Ottobre 2018
Il lavoro più bello del mese ci porta a scoprire un meraviglioso trattamento sull’ardesia, la bellissima pietra nera ligure, ricca di fascino e tradizione.
Storia, caratteristiche e trattamento ardesia
Settembre è il mese caratterizzato e ricordato da tutti per il fatidico ritorno a scuola ed il caso vuole che il lavoro più bello di questo mese ci porti a raccontarvi di una pietra che con la scuola, in qualche modo, ha a che fare molto: l’ardesia italiana, meglio conosciuta, appunto, come pietra lavagna. L’ardesia, originaria della zona del Tigullio (ovvero nell’area compresa tra il comune di Lavagna e la Valle Fontanabuona), è conosciuta dai più per il suo “utilizzo scolastico” ovvero per la realizzazione di lavagne, ma in realtà questo materiale ha una ricca storia e vanta, dall’antichità ad oggi, numerosi e vari campi d’utilizzo. Dall’arte all’architettura, dall’artigianato all’industria, questa roccia metamorfica di origine sedimentaria classificata come tenera o semi-dura, è una pietra compatta ed elastica, che si presta bene per la lavorazione. Solo per fare degli esempi, il suo impiego come materiale di copertura di tetti risale a tempi antichissimi ed ha avuto il suo apogeo nell’epoca medioevale e poi in quella del Rinascimento. Per l’elevata resistenza ed indeformabilità, oggi in ardesia si realizzano lastre da biliardo posizionate sotto il tappeto, rifiniture architettoniche di pregio e soluzioni di design. 
Un trattamento per mantenere e pulire l’ardesia
L’ardesia nonostante sia una pietra molto resistente e sia ideale per la decorazione e per il rivestimento di pavimentazioni, pareti ecc. è molto delicata; per mantenere il particolare splendente che la contraddistingue dunque, richiede un po’ d’attenzione e dei trattamenti specifici. Con il passare del tempo infatti, l’ardesia tende a perdere il suo caratteristico colore. Per comprendere meglio come bisogna agire per recuperare e trattare le nostre superfici di ardesia, andiamo a scoprire un intervento eseguito su uno stupendo rivestimento esterno di una meravigliosa villa. LEGGI ANCHE: Pulizia della facciata dell’Istituto Toniolo: il lavoro più bello di Novembre
Fasi trattamento ardesia
- L’ardesia esterna della villa appariva scolorita, a causa degli agenti atmosferici e l’effetto dei raggi UV, il rivestimento esterno della villa appariva spento, opacizzato, privo di lucentezza e brillantezza.
- Dopo aver effettuato una profonda pulizia della superficie, per ricuperare il colore originario e per proteggere l’ardesia è stato applicato sul rivestimento, perfettamente asciutto, OIL-WET: un protettivo impregnante concentrato, idro-oleorepellente e tonalizzante che assicura ai materiali lapidei un marcato trattamento “effetto bagnato”, duraturo nel tempo, resistente alle sostanze macchianti, agli agenti atmosferici e ai raggi UVA. Grazie alla sua bassa viscosità e alla moderata velocità di essiccazione è di facile applicazione su qualsiasi materiale. OIL-WET è l’ideale per superfici sia interne che esterne.
- Per facilitare l’impregnazione dei supporti , OIL-WET è stato diluito con DILUOIL: prodotto diluente alifatico inodore, per la diluizione dei prodotti impregnati in solvente.
- Per intensificare il colore nero della pietra e per assicurarle una brillantezza unica, il trattamento è stato pigmentato con OILTONER nero.


All’interno di un complesso residenziale a Lucca, una scala esterna in travertino versava in condizioni di forte degrado. La superficie, esposta per anni a pioggia, umidità e agenti atmosferici, risultava completamente compromessa da alghe, muffe e incrostazioni biologiche. Il materiale appariva scuro, disomogeneo e scivoloso, con una perdita evidente sia dal punto di vista estetico che funzionale. In situazioni come questa, non è sufficiente una pulizia superficiale: serve un intervento artigianale strutturato, eseguito con competenza e metodo.
Nel centro storico di Pistoia, all’interno di un affascinante palazzo d’epoca, un pavimento in cotto antico fatto a mano è stato protagonista di un intervento di recupero altamente specializzato. La superficie risultava compromessa. Un vecchio trattamento, ormai deteriorato, aveva reso il cotto scuro, disomogeneo e poco leggibile. In questi casi, non basta pulire. Serve un lavoro tecnico preciso, eseguito da chi conosce davvero il materiale. L’intervento è stato eseguito da Impresa Pippolo di Timpano Giuseppe, specializzata nel recupero professionale del cotto storico.
