Pavimento in cotto rosso: recupero di una superficie pregiata
21 Dicembre 2022
Il pavimento in cotto rosso rappresenta una delle superfici più affascinanti e senza tempo dell’edilizia tradizionale italiana. Realizzato con terracotta naturale, questo materiale dona calore e carattere agli ambienti, ma richiede una cura costante per mantenere intatta la sua bellezza originaria. Con il passare degli anni, infatti, sporco, macchie e usura possono opacizzare la superficie, rendendo necessario un accurato recupero del pavimento in cotto.
La pulizia del pavimento in cotto e il suo trattamento protettivo sono passaggi fondamentali per preservare la tonalità del rosso e la porosità del materiale. L’uso di detergenti neutri specifici, unito a una manutenzione periodica, permette di eliminare residui e aloni senza danneggiare la struttura della terracotta. Quando invece il cotto appare rovinato o macchiato, è possibile intervenire con un restauro del pavimento in cotto, recuperando la lucentezza e la morbidezza tipiche di questa superficie pregiata.
Oggi, grazie a prodotti professionali e tecniche di trattamento avanzate, anche un pavimento in cotto antico o fatto a mano può tornare a splendere come un tempo, valorizzando la casa con il suo fascino autentico e naturale.
Questa volta siamo nientemeno che a Firenze, ma il cotto rosso di cui parliamo in questa occasione arriva da Impruneta, comune della città metropolitana del capoluogo toscano, nota (tra le altre cose) per l’industria della terracotta e per il “cotto dell’Impruneta”. Visto che questo mese ci occupiamo proprio di un recupero di un pavimento in cotto rosso, perché non scoprire qualcosa in più su quella che Giovan Battista Casotti definì una “Comunanza di dodici piccoli Borghi” e sul suo famoso cotto?

L’Impruneta e il suo cotto rosso
Esteso tra il torrente Ema e il fiume Greve, il territorio di Impruneta si caratterizza per la coltura dei cereali, il nome del comune proviene dal latino “pinus” (“in pineta”) e almeno sino alla fine del 1800 era sostanzialmente un insieme di case, di dimore e di villaggi.
Tra le feste di paese più conosciute ci sono sicuramente la Fiera di San Luca, dedicata al patrono, e quella dell’Uva che si svolge ogni ultima domenica del mese di settembre, mentre tra i monumenti e i luoghi di interesse principali ci sono il Santuario di Santa Maria ad Impruneta, Villa Corsini a Mezzomonte e quella di Larderei.

Il cosiddetto “cotto dell’Impruneta” ha invece origini che risalgono all’XI secolo, quando furono trovati i primi documenti che attestavano la realizzazione di terracotta dell’area e nel 1419 fu nientemeno che Filippo Brunelleschi a selezionare proprio il cotto dell’impruneta per la realizzazione della Cupola della Cattedrale di Santa Maria a Monte.
Un cotto caratterizzato dall’alta presenza dell’argilla galestro, di cui è ricca proprio la terra di questa zona, lavorata a mano dagli artigiani locali che seguono diversi metodi, come quello “a modello”, quello del “lavoro tondo” e quello del “lavoro di fondo”.
Una tradizione portata avanti anche con la formazione delle nuove generazioni (sono numerosi i laboratori organizzati a partire dalle elementari) e che stavolta ci conduce precisamente in una via specifica di Firenze, Via Taddea, dove è stato effettuato un recupero di un pavimento in cotto rosso, proveniente proprio da Impruneta.
Procedura di pulizia e trattamento del pavimento in cotto
Il recupero di un pavimento in cotto rosso richiede competenze specifiche e l’utilizzo di prodotti professionali in grado di agire in profondità senza alterare la superficie. In questo intervento si è optato per un trattamento in più fasi, mirato a rimuovere vecchie cere, incrostazioni e residui calcarei, restituendo alla terracotta il suo aspetto naturale e omogeneo.
La prima fase ha previsto l’impiego di SGRISER, un decerante forte per materiali lapidei capace di eliminare stratificazioni di cere, oli e sporco ostinato. Il prodotto è stato applicato puro sul pavimento, lasciato agire per alcuni minuti e successivamente strofinato con DISCHI MARRONI, ideali per un’azione meccanica efficace ma non aggressiva. Durante questa operazione si è formata una poltiglia di residui e impurità, poi accuratamente rimossa con acqua pulita, lasciando la superficie libera da ogni contaminante.

A seguire, si è proceduto con l’applicazione di VIACEM, un disincrostante acido forte specifico per cotto e terracotta, utile per neutralizzare le efflorescenze saline e rimuovere residui di cemento o calcare. Anche in questo caso il prodotto è stato strofinato con DISCHI MARRONI, garantendo una pulizia profonda dei pori del materiale e uniformando l’assorbimento della superficie.

Questa doppia azione – decerante e disincrostante – costituisce una fase fondamentale del trattamento di recupero dei pavimenti in cotto, poiché prepara perfettamente il supporto agli interventi successivi di protezione e finitura. Il risultato finale è un cotto pulito, sgrassato e pronto per essere valorizzato con prodotti impregnanti o cere specifiche, in grado di esaltare la calda tonalità rossa tipica di questa superficie pregiata.
Il risultato di questo splendido lavoro di recupero è quello di aver ridato una nuova vita a questa storica via fiorentina caratterizzata dal pregiato pavimento in cotto dell’Impruneta!

Un parquet in rovere impregnato ad olio-cera può perdere nel tempo uniformità, colore e protezione a causa di una manutenzione non corretta o di interventi eseguiti con prodotti non idonei. Tuttavia, quando il legno è ancora strutturalmente sano, non è sempre necessario sostituirlo. Grazie a un intervento professionale di recupero è possibile riportare la superficie al suo naturale equilibrio, preservandone l'estetica e prolungandone la durata. In questo articolo scopriamo il recupero di un parquet in rovere rovinato, eseguito dalla Ditta Luigi Bernardi di Prato. Attraverso un ciclo di pulizia, ripristino dell'impregnazione e protezione finale, il pavimento è stato riportato al suo aspetto originario, valorizzando le caratteristiche naturali del legno.
Una casa pulita e igienizzata non dipende solo dalla frequenza con cui si pulisce, ma anche dal metodo e dai prodotti scelti. Per questo, quando si parla di prodotti professionali per la pulizia della casa, è importante distinguere tra pulizia ordinaria, pulizia straordinaria e interventi specifici, scegliendo soluzioni adatte a rimuovere sporco, polvere, residui e patine, migliorare l’igiene degli ambienti e mantenere più curate le superfici nel tempo. Pulire casa a fondo può diventare anche l’occasione per dedicarsi a quelle faccende domestiche spesso rimandate.