Deceratura e nuovo trattamento su pavimento in cotto toscano a Bologna: intervento professionale su vecchia cera degradata
17 Febbraio 2026

In questo intervento di deceratura pavimento cotto Bologna, realizzato nella provincia di Bologna (Febbraio 2026), l’Impresa Pippolo è stata incaricata di recuperare un pavimento in cotto toscano che presentava un problema molto comune nelle abitazioni trattate anni fa: un vecchio trattamento a cera ormai degradato, consumato e carico di sporco.
La superficie appariva opaca, irregolare e con zone più scure, segno evidente che la cera, invece di proteggere, stava ormai trattenendo polvere e residui all’interno delle porosità del cotto. In questi casi una semplice pulizia non basta: serve un intervento tecnico vero, capace di eliminare completamente il trattamento precedente e riportare il materiale alla sua condizione originale.
Per questo motivo l’artigiano ha impostato un ciclo professionale di deceratura pavimento cotto Bologna, con lavorazioni mirate e attrezzature specifiche. L’obiettivo non era solo “pulire”, ma ottenere un risultato uniforme e duraturo, tipico di un vero restauro pavimento cotto Bologna.
Punti chiave
- L’Impresa Pippolo ha eseguito la deceratura pavimento cotto Bologna per rimuovere un vecchio trattamento a cera degradato.
- Il processo ha incluso la deceratura professionale con SGRISER e l’uso di una monospazzola per risultati efficaci.
- Dopo la deceratura, si è effettuata la neutralizzazione con VIACEM per rimuovere residui alcalini.
- Il pavimento è stato poi trattato con EXCEL PLUS per la protezione antimacchia e un primer per uniformare l’assorbimento.
- Infine, è stata applicata una finitura IDROFIN MATT per un aspetto elegante e facile manutenzione.
Analisi iniziale: riconoscere il vecchio trattamento a cera
Il pavimento oggetto dell’intervento era un tipico cotto toscano, materiale assorbente e poroso, spesso trattato in passato con cere che col tempo tendono a degradarsi.

L’artigiano ha riscontrato:
- presenza di vecchi strati cerosi ossidati
- accumuli di sporco inglobati nel trattamento
- perdita di uniformità cromatica
- superficie con aspetto irregolare e consumato
In queste condizioni, qualsiasi nuova protezione applicata sopra il vecchio strato avrebbe portato a macchie, distacchi e risultati estetici non omogenei.
Per questo motivo, la scelta corretta è stata una deceratura profonda professionale, eseguita con prodotti specifici e lavorazione meccanica.
Fase 1 – Deceratura professionale con SGRISER e monospazzola
La prima fase dell’intervento è stata la rimozione totale del vecchio trattamento a cera, eseguita con il detergente decerante forte SGRISER, prodotto tecnico specifico per materiali lapidei.

👉 Prodotto utilizzato: SGRISER
L’artigiano ha applicato SGRISER sul pavimento e lo ha lasciato agire per il tempo necessario, permettendo al prodotto di sciogliere in profondità gli strati cerosi e lo sporco grasso inglobato nel trattamento.
Successivamente, ha lavorato la superficie con:
- macchina monospazzola
- disco marrone ad alta abrasione
- aspiraliquidi per recuperare immediatamente i residui della deceratura
Questa fase è fondamentale perché un cotto assorbente tende a trattenere residui di prodotto e cera nelle porosità. L’esperienza dell’artigiano è stata decisiva per gestire correttamente l’intervento senza lasciare residui dannosi.
👉 Disco utilizzato: DISCO MARRONE
Perché la monospazzola è essenziale in una deceratura professionale su cotto
La deceratura di un pavimento in cotto si può eseguire anche manualmente, soprattutto su piccole superfici. Tuttavia, quando l’obiettivo è una deceratura professionale, la monospazzola diventa determinante: garantisce una rimozione più efficace del vecchio film ceroso, riduce sensibilmente i tempi di lavorazione e aumenta la forza decerante dell’intervento.
Il motivo è semplice: il cotto è un materiale poroso e spesso, con il tempo, la cera degradata e lo sporco si “ancorano” alla superficie e alle micro-ruvidità. L’azione meccanica della monospazzola permette di:
- accelerare la disgregazione del vecchio strato di cera,
- potenziare l’effetto del decerante,
- estrarre più facilmente lo sporco sedimentato,
- ottenere una superficie più uniforme e pronta per il trattamento successivo.
Grazie all’esperienza dell’artigiano, la lavorazione viene regolata in modo preciso, controllando:
- pressione sulla superficie,
- abrasività del disco,
- quantità di prodotto,
- tempi di lavorazione,
così da massimizzare l’efficacia della deceratura senza stressare il materiale e ottenendo un risultato tecnico ed estetico omogeneo.
Fase 2 – Neutralizzazione con VIACEM per eliminare residui alcalini
Dopo la deceratura, un tecnico esperto sa bene che i residui alcalini del detergente possono rimanere intrappolati nel materiale, soprattutto nel cotto. Se non vengono neutralizzati correttamente, possono compromettere l’adesione del nuovo trattamento e creare problemi estetici nel tempo.
Per questo l’artigiano ha effettuato una seconda fase fondamentale: la neutralizzazione con VIACEM, detergente acido tamponato.

👉 Prodotto utilizzato: VIACEM
Anche questa fase è stata eseguita con:
- monospazzola
- disco marrone
- aspirazione dei liquidi
ottenendo così una superficie perfettamente pulita, neutralizzata e pronta a ricevere il nuovo trattamento.
Risultato dopo la deceratura: cotto pulito, uniforme e pronto al trattamento
Una volta completate le fasi di pulizia e neutralizzazione, il pavimento è risultato:
- privo di residui di cera
- omogeneo nel colore
- libero da sporco ingrassato
- pronto per un trattamento protettivo moderno
L’artigiano ha lasciato asciugare completamente la superficie fino al giorno successivo, dimostrando grande professionalità: applicare un trattamento su cotto ancora umido è uno degli errori più comuni e può compromettere completamente il risultato.
Fase 3 – Nuovo trattamento protettivo antimacchia con EXCEL PLUS
Dopo l’asciugatura completa, l’artigiano ha avviato il ciclo protettivo moderno partendo da una base antimacchia professionale.
👉 Prodotto utilizzato: EXCEL PLUS
EXCEL PLUS è stato scelto perché è un protettivo ideale per cotto assorbente e permette di ridurre drasticamente l’assorbimento di liquidi e macchie, senza creare film superficiali e senza alterare l’aspetto naturale del materiale.
Questa fase è particolarmente importante in ambienti abitati, dove il pavimento deve rimanere protetto nel tempo e facilmente lavabile.
Fase 4 – Primer PRIMAMANO RAVVIVANTE per uniformare e valorizzare il cotto
Una volta completata la protezione antimacchia, l’artigiano ha applicato un primer di fondo per uniformare l’assorbimento e valorizzare la tonalità del cotto.
👉 Prodotto utilizzato: PRIMAMANO RAVVIVANTE
Questa fase è tipica dei trattamenti professionali: un artigiano esperto sa che il cotto, soprattutto dopo una deceratura, può presentare assorbimenti irregolari e richiede un primer per evitare aloni e disomogeneità.
Fase 5 – Finitura opaca anti-usura con IDROFIN MATT
Per completare il ciclo, l’artigiano ha applicato la finitura protettiva finale IDROFIN MATT, ideale per chi desidera un risultato elegante, naturale e non lucido.
👉 Prodotto utilizzato: IDROFIN MATT
Questa finitura crea un micro-strato resino-ceroso che protegge dall’usura e facilita la manutenzione ordinaria, mantenendo nel tempo l’effetto estetico del trattamento.
Applicazione a spruzzo e stesura uniforme: tecnica da vero professionista
Un elemento che dimostra l’alto livello di professionalità dell’intervento è stata la modalità applicativa.
Tutti i prodotti utilizzati sono a base acqua, e l’artigiano li ha applicati:
- a spruzzo
- distribuendoli in modo uniforme con vello spandicera
- evitando eccessi e accumuli
Questa tecnica è tipica degli interventi professionali su grandi superfici perché garantisce:
- uniformità cromatica
- maggiore velocità operativa
- assenza di aloni
- migliore resa estetica
👉 Accessorio utilizzato: VELLO SPANDICERA
Il valore aggiunto: esperienza nel recupero del cotto e conoscenza dei cicli di trattamento
Questo intervento realizzato in provincia di Bologna è un esempio concreto di quanto conti l’esperienza artigiana nel settore dei materiali lapidei.
Il cotto non è un pavimento “semplice”: è un materiale vivo, poroso, che reagisce in modo diverso in base a:
- vecchi trattamenti presenti
- tipologia di cera o impregnazione
- condizioni di sporco e usura
- assorbimento del materiale
- umidità residua
L’artigiano ha dimostrato competenza non solo nella pulizia, ma soprattutto nella capacità di impostare un ciclo corretto e moderno, compatibile con le esigenze attuali di manutenzione e protezione.
Risultato finale: pavimento in cotto rinnovato, protetto e facile da mantenere

Al termine del lavoro, il pavimento in cotto toscano ha recuperato:
- uniformità estetica
- colore più caldo e naturale
- superficie più pulita e omogenea
- protezione antimacchia
- finitura opaca elegante e professionale
Un risultato di alta qualità che permette al pavimento di mantenersi nel tempo con una corretta manutenzione ordinaria.
Deceratura pavimenti in cotto Bologna: quando serve un professionista
Se hai un pavimento in cotto con vecchie cere o trattamenti degradati, è fondamentale affidarsi a un artigiano esperto. Interventi sbagliati possono peggiorare la situazione, creando macchie permanenti e disomogeneità difficili da recuperare.
L’Impresa Pippolo, operativa nella provincia di Bologna, è specializzata nel recupero tecnico di pavimenti in cotto e materiali lapidei, intervenendo con metodi professionali, attrezzature specifiche e cicli di trattamento certificati.
Quando si parla di restauro infissi in legno, molti pensano a interventi complessi o costosi. In realtà, oggi è possibile ottenere risultati professionali anche in autonomia, utilizzando un sistema completo per il recupero degli infissi in legno che lavori in modo progressivo su pulizia, rigenerazione e protezione. Infissi esposti a sole, pioggia e agenti atmosferici tendono infatti a ingrigirsi, scolorirsi e perdere protezione. Per questo motivo, intervenire con il giusto metodo permette di recuperare il materiale senza sostituirlo, migliorando estetica e durata nel tempo.
All’interno di un complesso residenziale a Lucca, una scala esterna in travertino versava in condizioni di forte degrado. La superficie, esposta per anni a pioggia, umidità e agenti atmosferici, risultava completamente compromessa da alghe, muffe e incrostazioni biologiche. Il materiale appariva scuro, disomogeneo e scivoloso, con una perdita evidente sia dal punto di vista estetico che funzionale. In situazioni come questa, non è sufficiente una pulizia superficiale: serve un intervento artigianale strutturato, eseguito con competenza e metodo.